Archive for 2012

il tempismo nello scrivere

March 9th, 2012

È stato detto da comici professionisti che durante lo spettacolo una battuta trasmessa dal comico al pubblico ha una sua esistenza nel tempo. Cioè, bisogna sapere come raccontare una barzelletta, il tono da usare, dove mettere l'enfasi e così via, ma anche dove mettere le pause, quanto far aspettare il pubblico per poi farlo ridere ancora più forte. In questo senso il tempo è fondamentale. Non bisogna fare troppo in fretta, ma neanche aspettare troppo. Una battuta riesce quando è impiegata proprio nel momento giusto, quando c'è da usufruire, diciamo, una tensione, un'aspettativa che vuol essere appagata.

Ecco, spesso nello scrivere provo una sensazione analoga. È chiaro che non si tratta di un pubblico, però questo senso di tempismo mi molesta ogni tanto. Spesso mi viene in mente qualcosa che potrebbe essere un argomento di cui scrivere, comunque sono fuori di casa oppure sono a letto la sera. Mi sembra che se avessi l'opportunità di elaborare quest'idea nel momento stesso potrebbe venir fuori qualcosa di bello, però se devo aspettare qualche ora non è più lo stesso.

È come ricevere un regalo. Fin quando è sempre un regalo confezionato e non si capisce che ci sia dentro, si può aspettare a lungo. Però appena cominci a rompere l'involucro e scopri anche soltanto il colore dell'oggetto che sta dentro è già cominciato il processo della scoperta che non si lascia interrompere per essere ripreso tranquillamente più tardi.

Va beh! Non è l'analogia più esatta, però rende l'idea almeno un po'.

voglio la prescrizione, beninteso

March 8th, 2012

- Buongiorno, ho una prescrizione da effettuare.

- Ha ricevuto una prescrizione dal medico intende?

- Cioè, sì, in effetti. Ecco, desidero essere prosciolto per prescrizione.

- E perché?

- Lo è stato un mio amico. Dice che è una sensazione veramente indimenticabile: la tensione, l'orrore, la paura di finire in carcere, e infine il rilievo, la celebrazione sfrenata.

- Sì, capisco. Comunque temo che lei abbia malinteso. Essere prosciolto per prescrizione non ha niente a che vedere con una prescrizione medica.

- Come sarebbe?

- Vede, la prescrizione in questo caso è una vicenda legale, si tratta di un processo criminale in cui pare sia scattata la prescrizione. Vuol dire che il processo è stato in corso troppo a lungo.

- Lei mi mette in testa una gran confusione. Allora che devo fare per ottenere la prescrizione prosciolta?

- Non è la prescrizione che viene prosciolta, è l'imputato, cioè colui che è processato, che viene prosciolto. Prosciolto l'imputato per prescrizione, cioè prosciolto a causa della prescrizione.

- Il deputato?

- L'imputato.

- Allora devo farmi imputare qualcosa? Ma ciò non fa male da morire?

- No, non deve farsi amputare niente. Senta, adesso bisogna che io passi alla persona seguente, perché per lei non posso far niente. Forse sarebbe meglio per lei farsi altri amici con interessi diverse nella vita.

gli dei

March 7th, 2012

- Lo sai dove sono finiti gli dei?

- Gli dei dici? No, per niente. È da tempo che non se ne sente parlare più. Però a volte mi chiedo cosa sia successo.

- Hai ragione, una volta c'era un fracasso enorme intorno a loro. Si costruivano templi, chiese, si formavano sciamani, rabbini.

- Però sicuramente si fanno preti nuovi da qualche parte ancora?

- Infatti. Comunque, il loro campo professionale si sta sempre restringendo.

- In che senso?

- Nei bei tempi gli dei erano tanti. Si stavano comodissimi in quel splendido palazzo sull'Acropoli; giocavano a carte, sorseggiavano bibite, c'era una comunità. Adesso invece ce n'è rimasto uno solo.

- Poveraccio.

- Già. E invece di sfogarsi con gli amici ha a che fare soltanto con i preti che gli stanno sempre sulle palle adorandolo, leccandogli i piedi e chiedendo favori. Che tristezza.

- Se uno mi viene a adorare un giorno, va bene, non gli dico niente. Ma se poi torna ogni giorno lo butto fuori a calci. Bisogna far capire quando è superato il limite.

- E invece i preti facevano costruire un palazzo per lui, e poi si stavano dentro tutti i giorni, pure chiedendosi perché lui non li veniva a trovare. Magari se fossero andati via lui sarebbe venuto a fermarsi lì ogni tanto per il fine settimana.

- Ma quegli dei di prima non mi sembravano tanto seri. Talvolta severi, però molto giocosi anche.

- Erano greci, sai. Quindi sapevano che cos'è l'allegria. Invece quelli norreni erano molto più tristi. Alcuni erano pure ricoverati per depressione, specie d'inverno che non finisce mai da quelle parti.

comincia la giornata da creatore

March 6th, 2012

Oggi niente battute (chiedo perdono). Voglio mettere in evidenza un'idea che ritengo molto importante.

La vita conosce i suoi sbalzi: di umore, di livelli di energia ecc. A volte siamo pieni di buona volontà, ma poi passa il momento, la vita va avanti e dimentichiamo quei bei propositi. Questo è un peccato, specialmente perché spesso ci vengono in mente proprio quando non riusciamo a farci niente, per esempio quando siamo in treno, quando dobbiamo studiare per un esame ecc. Se avessi il tempo lo farei proprio adesso, ma purtroppo...

Invece poi viviamo momenti in cui il tempo onestamente non ci manca, però non riusciamo a impiegarlo bene. Per i lavoratori questo tempo è senz'altro il fine settimana, quel weekend a cui stiamo pensando da martedì in poi, dico bene? :) Mi sono accorto che se prima del fine settimana so di avere vari compiti da svolgere riesco a farli e ad essere abbastanza efficace. Però se questo bisogno non c'è allora è per lo più tempo perso.

Si dice che quando c'è un compito da svolgere e c'è un periodo in cui bisogna svolgerlo, allora il compito tende ad assorbire tutto il tempo possibile. Detto in altre parole, se sai di dover fare qualcosa in poco tempo lo fai in fretta, perché non c'è tempo da perdere. Se invece hai a disposizione tutta la giornata non è che devi necessariamente cominciare subito, puoi benissimo farlo un po' più tardi. Lo riconosci questo ragionamento? Scommetto di sì.

Allora che fare? Ho cominciato col dire che a volte abbiamo tutti questi bei propositi, nevvero? Ecco, bisogna cominciare da questo. Ti svegli la mattina, è sabato, potresti fare qualcosa di utile però non c'è fretta. Invece fallo, fallo prima di fare altro, perché è quello che ti darà soddisfazione. L'altro giorno ho letto un articolo che parlava proprio di questo. Il punto è: comincia la giornata da creatore, non da consumatore. Quindi da agente, da quello che agisce, che ha la voglia di fare delle cose, non da quello che reagisce a ciò che la vita gli impone. Mi piace dirlo così, perché creare (va intenso in senso esteso) è cosa bella.

siamo seri per favore

March 5th, 2012

- ... dunque poi mi ha detto che non andava bene la minestra, c'avevo messo troppo sale e per di più...

- sssst zitto! Viene qualcuno...

- Chi è?

- Lo riconosco. È il lettore.

- Sicuro che sia lui?

- Assolutamente. Senti, gli giochiamo uno scherzo, ci stai?

- Volentieri, però come si fa se sta leggendo tutto quello che ci diciamo tra noi? Com'è possibile sorprenderlo, ingannarlo?

- Ti faccio vedere. Ecco, secondo me il lettore è una persona molto intelligente.

- Ehehe hai visto che faccia che ha fatto quando ha capito l'inganno. Bene, tocca a me. Dunque, secondo me il lettore è una persona seria e meritevole di rispetto per cui non si devono farle brutti scherzi.

- Mitico! Senti però, non è giusto. Qui ci stiamo divertendo a scapito di una persona che non fa male a nessuno, bisogna smetterla.

- Non ne posso più, mi fa male la pancia dal tanto ridere!

- Dimmi un po', dov'è finito il lettore?

- Hai ragione, è svanito. Che coglione però che si offende per così poco. Beh non importa. Stavo dicendo: la minestra non andava bene perch..

- Zitto! Vedo avvicinarsi un altro...