Archive for the ‘italiano’ Category

vagabondando

March 2nd, 2012

- Pensi che siamo di nuovo intrappolati dentro a un racconto?

- Guarda dove siamo, questo maledetto deserto lo conosco a memoria. È quello scrittore da due soldi che ce ne sta giocando un'altra delle sue.

- Chi si crede di essere, Calvino?

- Almeno da Buzzati c'era quel castello, qui non c'è niente.

- Guarda che sta facendo nomi per far colpo sul lettore.

- Scommetto che presto nominerà perfino Pirandello.

- Ecco indovinato.

- Sono così stufo di essere la sua marionetta. Ehi, brutto bastardo, mi senti?

- Stai perdendo tempo. Non fa caso alle parolacce.

- Perché no?

- Si crede troppo bonario per questo.

- Che stravagante.

- Povero illuso, pensa di avere dei lettori, intanto scrive delle storielle sconnesse e prive di senso.

- Non si prende neanche la briga di darci dei nomi. Tu ne hai ricevuto uno?

- Macché, non mi chiamo in nessun modo, non posso neanche salutarti da persona civile.

- È così demoralizzante non possedere un nome. Manco si può essere sicuri che il lettore segua il dialogo facendo abbastanza attenzione per distinguere correttamente tra di noi.

- Già, potrebbe facilmente scambiarci l'uno per l'altro.

- Peggio ancora è che non farebbe nessuna differenza. Di fatto non sono del tutto sicuro se adesso stia parlando io oppure tu.

agghiacciante

February 29th, 2012

- Desiderano?

- Fa un caldo incredibile, che cos'ha di fresco?

- Suggerisco loro il caffè al ghiaccio, va molto di moda d'estate.

- Come sarebbe caffè al ghiaccio? Posto che il caffè sia caldo farebbe scongelare il ghiaccio, non sarebbe più ghiaccio. Come lo prepara allora?

- Non si preoccupino per questo, assicuro loro che il nostro barista ce la fa.

- Beh, lo prendiamo allora. Però mi raccomando: che sia ghiaccio vero.

- Ci mancherebbe. Torno subito.

...

- Ecco, i caffè al ghiaccio.

- Vediamo un po'. Una tazza di caffè se non sbaglio. E di lato una coppa con dentro dei cubetti di ghiaccio. Questo lo chiama una bevanda? Sembrano ingredienti di una bevanda sempre da preparare.

- Invece la serviamo così. Come vedono non c'entra la preoccupazione per lo scongelamento.

- Direi che il rischio è stato previsto. E come si fa a berlo?

- Facciano come vogliono.

- Come fanno le persone?

- Alcuni mettono i cubetti nella tazza. Altri li masticano da soli e poi si bevono il caffè. Le alternative sono tante insomma.

- Invece direi che le ha più o meno esaurite.

- Se vogliono porto loro anche un bicchiere di acqua.

il barcaiolo

February 28th, 2012

- Guarda che roba. Franco è un vero appassionato di barche, ne sta di nuovo costruendo una.
- Già, però guarda che barca singolare, tutta fatta di legno addirittura. Non pensavo si costruissero ancora barche di legno in questi tempi.
- Ehi Franco, ci sei?

- Ciao, ragazzi. Come va?

- Tutto bene, però siamo molto curiosi per questa tua barca. Ci spieghi un po' a che serve?

- Purtroppo non posso dirvi molto. Ho ricevuto un incarico importante, e sono tenuto a non dare informazioni a riguardo.

- Non ti pare un po' sospetto? Un incarico segreto? Non starai per caso lavorando per un trafficante?

- No, ti assicuro che è tutto in regola.

- E quando parti?

- Tra poco. Ho qualche preparativo da sbrigare, poi parto subito. Scusate che devo tornare al lavoro.

- Certo.
- Che ne pensi? Ci credi a questa storia della riservatezza?
- Per niente. Sarà una scusa per aggirare qualche regolamento. Poi si sa che Franco ne ha fatte di tutti i colori. Non si fermerebbe di fronte a un ostacolo qualunque, ci vuole altro.

- Ehi ragazzi, adesso parto. Ci si vede! Almeno lo spero.

- Che voleva dire con questo?
- Non lo so. Forse ha paura di navigare con una barca così. Spero che non gli succeda niente in mare aperto. Non ci ha nemmeno detto dove sta andando.
- Cosa c'è scritto sullo scafo?
- Sono lettere molto sottili, non riesco a vedere chiaro. Mi pare "Lab arca di Noè".
- Noè? Quell'imprenditore indagato per evasioni fiscali?
- È senz'altro lui. Mi pare chiaro che ci sta provando di nuovo con qualche impresa losca.

si parla di

February 27th, 2012

- Amore, è tardi, vieni a dormire?

- Un momento, devo scrivere un post prima di coricarmi.

- Un post? Su quel vecchio blog? Non lo legge nessuno.

- Che importa, lo faccio per puro esercizio.

- Di che scriverai stasera?

- Non lo so, qualcosa mi verrà in mente come sempre. Ci vuole un momento di pazienza, di quiete, poi viene fuori un'idea dal nulla.

- Quindi aspetti?

- Sì.

- E per quanto?

- Ma dai, fammi pazientare un momento in silenzio.

- Che fai adesso? Aspetti?

- Silenzio! Hai sentito?

- Che cosa?

- Non lo so. All'improvviso mi viene il sospetto che qualcuno ci stia osservando.

- Hai sentito un rumore?

- Veramente no, però è come se avessi sentito qualcosa. Percepisco che non siamo qui soli.

- Allora chi c'è?

- Lo scrittore! Sì, sono sicuro che è lui. Guarda, scriverò una frase, ma sono convinto che lui sa prima di me cosa scriverò.

- "'Chi sei?', chiese lo scrittore".

- È incredibile! Ci sta parlando, vedi? Vuole fare conoscenza.

- Cosa gli rispondi?

- "Sono quello che scrive. E tu chi sei?"

- Ahaha, bella. Scommetto che si sente esposto adesso. Possiamo fargli delle domande incomode. Fallo parlare del suo scrivere che non è granché.

- Ci ha risposto: "Sono uno studente impegnatissimo della teoria della communicazione. Nel corso della mia ricerca spero di scoprire come i personaggi di un racconto communicano con il loro scrittore, soprattutto quando ci sono disturbi a uno scambio efficace per via di rumori, di mancato campo cellulare e circostanze del genere."

- Basta, adesso tocca a me. "E come sei sicuro che noi siamo i tuoi personaggi? Forse ci hai scambiati per quelli di un altro scrittore?"

- In realtà non si sa mai di certo chi è che sta parlando. "Scusa, dovevo scriverlo tra virgolette che non si sa mai chi sta parlando. Però è ovvio quando il personaggio non appartiene veramente al racconto. Figuratevi Don Abbondio oppure il cardinale Richelieu qui con noi, sarebbe fuori luogo."

- Perché quelli? Non conosci altro che l'Ottocento?

- No no, dicevo così per dire.

- Lo so che stai per dire. Che dovevi mettere di nuovo le virgolette.

- "Sì, però..."

- La tastiera ti dà fastidio.

- "Già". Già intendo. All'inferno le virgolette. E le virgole.

- Le mandi a quel paese?

- Certo.

- Quale girone?

- Ma smettila colla dantistica. È tardi. In più domani devo andare dal dantista.

- Dentista.

- In realtà si occupa di tutti e due.

scientificamente

February 26th, 2012

- Buongiorno, siamo della scientifica.

- Come dice?

- Smetti di fare il cretino, lo sai benissimo. Ci hai visti in tivù come tutto il mondo, si es ai maiemi ti dice niente? Bene, dov'è il cadavere?

- Mi dispiace, signori, avrete sbagliato indirizzo. Qui non c'è nessun cadavere.

- Questo è da stabilire. Facci entrare.

- Beh, se proprio insiste.

- Guarda un po', e quello chi è? Mi pare deceduto da ore ormai.

- È mio padre, fa sempre la siesta il pomeriggio dopo pranzo.

- E allora perché non si sveglia?

- Ha il sonno pesante, non si sveglia neanche con i tuoni. Cosa sta facendo?

- Devo esaminare la camicia. Credo che ci sia polvere da sparo.

- Quella è polvere domestica.